Rosa Genoni (1867-1954)

Nata in provincia di Sondrio, dopo aver svolto un lungo apprendistato a Parigi, durante il quale ebbe modo di osservare l’organizzazione del sistema moda della città capitale del gusto, Rosa Genoni rientrò a Milano consapevole delle debolezze che impedivano alla moda italiana di emanciparsi da quella francese – prima fra tutte la mancanza di una forte identità nazionale –, ma anche fermamente convinta delle sue potenzialità. Le sue convinzioni ispirarono l’attività svolta presso la Società Umanitaria – dove dal 1905 fu direttrice e insegnante della Sezione sartoria della Scuola professionale femminile e dove insegnò anche Storia del costume – e la sua attività politica. Socialista, si batté per la formazione di un’associazione di lavoratrici nel campo della moda e a favore della produzione di abbigliamento su scala industriale, che considerava uno strumento di democratizzazione della società.


Abito femminile da sera La Primavera, 1906
. Abito in raso di seta color avorio, ricamo in argento e oro filati, sete policrome, ciniglia, cannucce, paillettes e perle, ispirato alla Primavera del Botticelli. La straordinaria qualità dell’abito risiede nella tecnica del ricamo, che si avvale di soluzioni – come l’impiego della ciniglia o l’accostamento di conteria di vetro e filo di seta, utilizzato per fissarla all’abito, di colori contrastanti – che indicano la ricerca di tridimensionalità e consentono di ottenere risultati di grande efficacia naturalistica. (cfr. la scheda di P. Venturelli in Che c’è di nuovo? Niente, la guerra. Donne e uomini del milanese di fronte alle guerre, 1885-1945, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1997, pp. 437-438).


Manto femminile da corte Pisanello, 1906. Mantello in velluto di seta verde con inserti in raso giallo e merletto ricamato, ricamo in filati metallici d’oro e d’argento, cannucce e conterie in vetro, ispirato al noto disegno di Pisanello (cfr. la scheda di P. Venturelli in Che c’è di nuovo? Niente, la guerra. Donne e uomini del milanese di fronte alle guerre, 1885-1945, Milano, Edizioni Gabriele Mazzotta, 1997, pag. 438).

I due abiti mostrano che Rosa Genoni scelse come fonte di ispirazione il Rinascimento, il periodo in cui la moda italiana si diffuse per la prima volta in tutte le più importanti corti europee. Il ritorno al passato costituiva per lei il presupposto per la costruzione di un’identità nazionale che l’unificazione politica non era riuscita del tutto a formare negli italiani.

Autrice del libro Per una moda italiana, modelli saggi schizzi di abbigliamento femminile: 1906-1909, Milano, Alfieri & Lacroix, s. d., pubblicò anche numerosi articoli tra i quali:

  • Arte e storia del costume. Rivendicazioni femminili nella moda, in «Vita d’arte: rivista mensile illustrata d’arte antica e moderna», vol. 2, 1908, fasc. 11, pp. 202-207 (pdf, 9,7 KB)
  • Cronache d’arte. Costume. La moda femminile dalle commemorazioni del ’59 all’Esposizione d’arte di Venezia, in «Vita d’arte: rivista mensile illustrata d’arte antica e moderna», vol. 4, 1909, fasc. 19, pp. 351-358 (pdf, 4,8 MB)
  • Cronache del Costume. Nel “Libro d’Oro” della moda italiana, in «Vita d’arte: rivista mensile illustrata d’arte antica e moderna», vol. 5, 1910, fasc. 28, pp. 163-170 (pdf, 4,2 MB)
  • Cronache del Costume. Nel “Libro d’Oro” della moda italiana, in «Vita d’arte: rivista mensile illustrata d’arte antica e moderna», vol. 5, 1910, fasc. 29, pp. 201-206 (pdf, 4,1 MB)
  • Cronache del Costume. Nel “Libro d’Oro” della moda italiana, in «Vita d’arte: rivista mensile illustrata d’arte antica e moderna», vol. 6, 1910, fasc. 33, pp. 76-80 (pdf, 4,2MB)
  • Cronaca del costume: I diritti estetici delle folle, Referendum popolare contro le sottane-calzoni, il vestito di bellezza ecc., in «Vita d’arte: rivista mensile illustrata d’arte antica e moderna», vol. 7, 1911, fasc. 40, pp. 139-143 (pdf, 4,6 MB)

Biografia scritta da Fanny Podreider, figlia di Rosa Genoni (pdf, 1,2 MB)
Il dattiloscritto è conservato presso l’Archivio Storico della Società Umanitaria di Milano.

Bibliografia: