Gherardi Piero

1909 - 1971

Piero Gherardi nasce a Pioppi (FI) nel 1909 e si forma assieme a Dario Cecchi, Maria de Matteis e Maria Baroni nella “bottega” di Gino Carlo Sensani, avviandosi immediatamente all’attività di costumista e scenografo.
Collabora con Monicelli (I soliti ignoti, 1958), Pontecorvo (Kapò, 1960), Lizzani (Il gobbo, 1960), ma il suo lavoro è congeniale alle regie di Fellini (Le notti di Cabiria, 1957; La dolce vita, 1960; 8 e mezzo, 1963; Giulietta dagli spiriti, 1965), alla cui sensibilità aderisce rendendo con grande inventiva e capacità tecnica la topografia fantastica del maestro riminese.
Tra le scenografie di cui è Gherardi autore, si ricorda in particolare La mandragola di Machiavelli, con la regia di M. Pugliero e L. Luciani (1953).
Lo scenografo Luciano Ricceri ricorda come Gherardi abbia fatto comprendere ai registi italiani l’importanza di ispirarsi al vero attraverso l’uso della fotografia, al fine di curare, nella fase creativa, i minimi dettagli di ogni ambiente rappresentato.
Bruno Amalfitano, arredatore e scenografo che ha condiviso dieci anni di attività con Gherardi, ricorda in un’intervista per l’ASC (American Society of Cinematographers): «Con me c’erano Danilo Donati, Burchiellaro e Brozi […] Gherardi veniva al tecnigrafo, dove stavo magari lavorando al foglio lucido da ore, con una semplice penna biro. Avevo i sudori freddi perché sapevo che da lì a poco avrebbe scarabocchiato, si fa per dire, i fogli con qualche idea nuova. Il risultato era sempre lo stesso: dovevo rifare tutto daccapo. Mi ha aiutato molto a migliorare».
Piero Gherardi muore a Roma nel 1971.