Litrico Angelo

Angelo Litrico
1927 - 1986

Angelo Litrico nasce a Catania il 15 agosto del 1927. La Maison Litrico prende avvio negli anni Cinquanta, quando Angelo Litrico ribattezza con il proprio nome l’Atelier Marinelli, presso il quale aveva iniziato il suo apprendistato per poi diventarne il proprietario. La maison è la prima ad organizzare défilé maschili e ad abbinare i modelli da uomo con i capi femminili che, già nel 1950, vengono presentati dalle grandi case.
Nel 1957, durante la presentazione della moda italiana in Russia, Litrico viene invitato a partecipare, con i suoi modelli, assieme alle case di moda femminile. Nikita Krusciov, segretario del partito comunista sovietico, che conosceva l’arte sartoriale di Litrico grazie ad un cappotto che Angelo gli aveva regalato, in previsione del suo viaggio negli Stati Uniti commissiona a Litrico un guardaroba completo, comprese le scarpe. La "famosa scarpa" che nel corso dell'Assemblea delle Nazioni Unite del 1960 Krusciov si tolse e batté con forza sul tavolo per protesta, era una scarpa firmata "Atelier Litrico".
In America i giornalisti, abituati all’ineleganza russa, chiedono a Krusciov chi sia il creatore dei suoi vestiti. Egli risponde che, ai fini del disgelo, si è servito di un sarto italiano, Angelo Litrico. Angelo, che in quel momento si trova negli Stati Uniti per una manifestazione di moda, viene rintracciato e centinaia, tra giornalisti e riviste di tutto il mondo, parlano di lui (escono articoli in 37 lingue).

Nel 1959 il nome di Angelo Litrico è già famoso. Il suo piccolo atelier si riempie di clienti italiani e stranieri; Litrico viene chiamato in tutte le parti del mondo. Là dove si reca, Litrico non solo fa sfilare i suoi capi, ma allaccia sostanziose relazioni d’affari, aprendo importanti varchi alla moda maschile italiana.
Angelo è il primo a firmare un contratto con una grande casa giapponese; ai primi contratti ne seguono altri. Il nome di Litrico è noto in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, nel Sudamerica, in Sudafrica e in Australia.
Moltissimi personaggi famosi si avvicinano ad Angelo e al suo atelier: ad esempio, artisti come Manzù, Carpi, Consagra, D’Orazio, Mastroianni, Caron, Greco, Cagli, Guttuso; poeti come Rafael Alberti, Quasimodo, Ungaretti; direttori d’orchestra come Schippers, Sinopoli, Caracciolo, Pani, Gelmetti; attori, registi, cantanti come Richard Burton, John Houston, Rossano Brazzi, Amedeo Nazzari, Vittorio Gassman, Domenico Modugno; uomini di Stato e politici quali Kennedy, Tito, Perón, Pertini, Nasser, Leskol, Gronchi, Leone, re Hussein, Eisenhower, Mac Milian, Nixon, Kubitschek, Andreotti, Colombo, Preti, Morlino, Tanassi, Malfatti.
Importante è poi l’amicizia tra Litrico e il cardiochirurgo Christian Barnard, il quale, grazie all’interessamento di Litrico, ogni volta che viene a Roma visita centinaia di bambini, che poi opererà a Cape Town, in Sudafrica.
Angelo Litrico muore a Roma il 13 marzo 1986.
Lascia l’attività ai fratelli Franco e Giusi, che hanno collaborato con lui per tutta la vita, creando dapprima il marchio Litrico by Franco Giusi e, dopo l’acquisizione della maison di Clara Centinaro nel 1993, realizzando l’Atelier Centinaro by Franco Giusi.
Dopo la scomparsa di Franco, avvenuta nel 2004, l’atelier prosegue l’attività grazie al primogenito di Franco, Luca Litrico, in azienda dal 1991.

Fonti archivistiche e oggetti digitali