Scott Ken (George Kenneth Scott)

Ken Scott
1919 - 1991

Ken Scott nasce a Forth Wayne, Indiana (USA), nel 1919. Allievo delle famose Parson School of Design e Moses Soyer di New York, ha iniziato l’attività artistica come pittore, entrando tra l’altro in contatto con artisti del calibro di Sebastian Matta e Marc Chagall, destinati a rimanere suoi amici per tutta la vita. Viene sostenuto da Peggy Guggenheim, che organizza la sua prima personale nel 1944.
Spirito irrequieto e bohémien, decide di trasferirsi definitivamente in Europa nel 1946. Si divide tra Parigi e una casa in affitto a Eze, sulla Costa Azzurra, che diventerà il suo buen retiro. Mette la sua fantasiosa e accesa sensibilità coloristica al servizio del design dei tessuti, realizzando, insieme con un altro disegnatore americano, Joe Martin, sfondi floreali per i più affermati produttori tessili francesi: Christian Dior adotta un suo bozzetto per la collezione d’alta moda primavera-estate del 1954 e ciò lancia Scott nel firmamento degli astri emergenti. Nel 1955 apre uno studio a Milano, fondando insieme con Vittorio Fiorazzo il marchio Falconetto, specializzato nel tessile stampato per arredamento. Questo è il decennio centrale dell’esistenza di Scott, in cui esplode la sua fama sia nel design per interni, sia nella moda, grazie alla rottura che egli opera negli standard dell’epoca, concependo un uso rivoluzionario delle tinte accese e degli accostamenti tra i colori. Le sue fantasie sono accolte da molte aziende italiane di livello e da alcune case di prêt-à-porter di lusso milanese.
Ci sono tutte le premesse perché, agli inizi degli anni Sessanta, Scott prenda a firmare con il suo nome linee di abiti e accessori, diventando in breve tempo lo stilista simbolo della fantasia, del colore, della modernità; è il creativo che irrompe non soltanto nei santuari delle sfilate, ma pensa e allestisce anche passerelle in luoghi non deputati canonicamente alla moda (come i tendoni da circo o il locale giovanile di tendenza di quegli anni, il Piper di Roma). In queste occasioni, Scott si afferma come manager e artista-artigiano di ogni performance, disegnando personalmente tutti gli accessori “vestiti” dagli indossatori, dagli occhiali alle scarpe ai cappelli, senza tralasciare la cura grafica nella realizzazione di tutto l’apparato dedicato alla comunicazione dell’evento (brochure, inviti, locandine, manifesti, ecc.).
Scott batte, tra i primi nel mondo della moda, la via della costruzione, intorno a un’attività principale, di una rete di realtà creative e produttive che esaltino la visibilità e attrattività della griffe: fa fede di questa intuizione il ristorante Eat and Drink, che Scott apre a Milano negli anni Settanta, arredandolo naturalmente secondo i dettami della sua vivacissima e giocosa verve creativa.
Protagonista tra i più originali e imprevedibili della moda italiana ed internazionale degli anni Sessanta e Settanta, Scott ha creato un marchio e realizzato disegni che, considerati cult della moda, si trovano in numerose linee di prodotti made in Italy.
Muore nel 1991, ma l’attività prosegue con la Fondazione omonima, creata dallo stesso Scott nel 1989, custode, tra l’altro, dell’archivio, del marchio e dello Studio Ken Scott.

Fonti archivistiche e oggetti digitali