La Camera nazionale della moda italiana sul prêt-à-porter

In un documento del 1967 la Camera nazionale della moda annunciava la decisione di separare la gestione del calendario delle sfilate fiorentine dall’organizzazione delle sfilate romane e  prendeva atto dell’esistenza «di analoghe frammentarie iniziative milanesi», ritenute peraltro di nessun ostacolo al progetto. Il progetto prevedeva la presentazione delle collezioni di Alta Moda, che avrebbero continuato a svolgersi a Roma nei mesi di gennaio e luglio, e la presentazione delle collezioni di maglieria e prêt-à-porter programmate a Firenze per aprile e ottobre: in tutto, quattro eventi distinti. Quel che piuttosto destava preoccupazione, tanto da richiedere l’intervento della Camera per regolamentare la materia, era la «notevole confusione intorno alla precisa definizione del prêt-à-porter».

Ecco di seguito uno stralcio del documento citato in apertura:

«La situazione impone lo spostamento delle attuali date delle Manifestazioni di Firenze di gennaio e di luglio ad ottobre e novembre, ritenute più idonee per gli in­teressi dei settori interessati: Boutique, Maglieria e Prêt-à-Porter di Alta Moda.
Il Comitato Organizzazione Manifestazioni Alta Moda I­taliana, dopo vari sondaggi ed esami ha programmato tale spostamento: è in corso un referendum tra le Case interpellate con lettera 11 ottobre. Le prime risultanze sembrano positive».

L’iniziativa, che seguiva al­cuni accenni fatti a Torino in occasione del recente Samia, era praticamente la stessa di quella riguardante Firenze. Anche se al momento notevole era la confusione attorno alla precisa definizione del prêt-à-porter, innegabilmen­te con tale termine non si poteva che intendere soltanto un tipo di abbigliamento tra la confezione in serie e l’Alta Moda, de­finito di classe e distinto per prezzo, rifinitura e tes­suto impiegato. Ecco perché la Camera nazionale lo ha chiamato «Prêt-à-Porter di Alta Moda» e così ha intitolato il settore di qualifi­cazione.

In definitiva, ad una eventuale manifestazione destinata al prêt-à-porter avrebbero dovuto e potuto essere ammesse soltanto ditte e case creatrici in proprio di modelli originali e ditte e case già creatrici di Alta Moda che avessero esteso la propria attività, usando l’etichetta dell’Alta Moda, anche al settore del prêt-à-porter.

La distinzione, quindi, fra la confezione in serie ed il prêt-à-porter è netta e per poterla mantenere è necessaria una rigorosa selezione: non per nulla il Regolamento della Camera nazionale ha stabilito il possesso dei seguenti requisiti per le ditte che desiderino iscriversi a tale settore di qualificazione (art. 9):

«È qualificata “Casa Creatrice di Prêt-à-Porter di Alta Moda” la Ditta che:
a) Effettui la creazione originale di modelli di “Prêt-à-Porter “.
b) Produca modelli che per originalità, perfezione di esecuzione, tessuti e accessori impiegati esercitino una funzione di guida nel settore della creazione della Moda.
c) Abbia effettuato, con documentato successo com­merciale e pubblicitario, entro le date ufficiali fissate dalla Camera Nazionale, per almeno due stagioni la presentazione semestrale di un minimo di 30 modelli originali di propria creazione (collezioni “primavera-estate” e “autunno-inverno”) alla stampa specializzata interna­zionale e ai compratori italiani ed esteri.
d) Disponga di laboratori funzionanti, attrezzati per la produzione di modelli di propria creazione.
e) Effettui l’esportazione dei propri modelli e sia in grado di documentarlo.
f) Non proceda, in alcun modo, all’acquisto, alla copia ed alla vendita di modelli stranieri.
g) Svolga, prevalentemente con propri mezzi, una attività internazionale e sia in grado di documentarne il successo commerciale e pubblicitario.
h) Disponga di personale specializzato in grado di soddisfare le esigenze della clientela italiana ed este­ra.
i) Sia in grado di documentare il ripetuto interes­se, per le proprie creazioni, della stampa italiana ed estera più qualificata; in particolare, delle più autore­voli riviste specializzate, dei più diffusi periodici con rubriche fisse di moda, dei più importanti quotidiani con rubriche affidate a redattori professionisti.
l) Nel caso in cui il titolare non sia creatore dei modelli e nel caso di società, disponga di un disegnatore­-figurinista di Alta Moda con rapporto fisso di impiego.
m) Risulti iscritta all’anagrafe di una Camera di Commercio Industria e Agricoltura e – ove ne abbia diritto – ­all’Albo delle Imprese Artigiane.
n) Sia iscritta nell’Elenco delle “Case Creatrici di “Prêt-à-Porter” di Alta Moda” a seguito di accertamento dei requisiti sopra elencati e di deliberazione del Consiglio Direttivo della Camera Nazionale della Moda Italiana».